Meno tre. E in famiglia e’ ufficialmente scattato il panico
Mancano tre giorni alla partenza.
Tre.
Novanta ore circa e da semplice progetto il viaggio verso Samarcanda diventerà realtà.
E se noi siamo quasi pronti, credo che la mia famiglia lo sia decisamente molto meno.
Mia madre ha iniziato a preoccuparsi e a martellarmi di notizie sull’ayatollah iraniano e sulle minacce verso Trump.. I droni e i bombardamenti che “E se vi prendono?”
Mio padre mi guarda come se stessi partendo per Marte e continua a chiedermi: “Ma allora… non vieni più a casa?”
Papà… torno. Giuro. Non sto vendendo tutti i miei organi al mercato nero per andare a vivere in una yurta in Kirghizistan.
Ma sembra che nulla possa rincuorarli da questa figlia sciagurata che parte su una moto per spararsi 20000km in 50 giorni..
Li capisco, però.
Per chi resta non è semplice immaginare due moto che attraversano mezza Asia, con giorni in cui magari non ci sarà nemmeno campo per mandare un messaggio.
Siamo talmente abituati ad essere iperconnessi e ad avere tutto sempre sotto controllo che basta vedere due spunte blu sparire per immaginare il peggio.
Figuriamoci ventimila chilometri di distanza.
E poi ci si mettono tutti quelli che, con il migliore degli intenti, decidono di tranquillizzarti.
“Avete visto cosa è successo laggiù?”
“Ma siete sicuri?”
“Lo sapete che c’è la guerra?”
Sì. Lo sappiamo.
E no, non andiamo in Iran. Lo ripeto perché ultimamente mi sembra di dirlo più spesso del mio nome.
Nel frattempo continuiamo a sentire chi quella strada la sta facendo proprio adesso. E sapete cosa ci dicono?
Ovviamente tutto il contrario
“Andate tranquilli.”
“Non c’è nessun problema.”
“L’unica cosa che potrebbe mettervi un po’ alla prova è la frontiera russa.”
Che, detta così, sembra quasi una passeggiata…😅
Intanto i preparativi sono quasi finiti.
Abbiamo finalmente aperto questo blog dove racconteremo tutta questa follia.
La mia F900 è praticamente pronta. Tagliando fatto, controlli a posto … mancano solo le gomme che andrò a cambiare sabato.
La moto di Mauri è rientrata ieri dal tagliando.
Le borse sono sparse per casa, il salotto sembra il centro logistico di Amazon e continuiamo a pesare qualsiasi cosa come se un paio di calze in più potessero compromettere l’equilibrio del continente asiatico.
La verità è che l’ansia c’è.
Sarebbe strano il contrario.
Ma è quell’ansia che ti ricorda che stai facendo qualcosa che conta davvero.
Perché ci saranno sempre mille motivi per rimandare un sogno.
Il momento perfetto non arriva mai.
E certe occasioni, se le lasci passare, difficilmente tornano.
Quindi domenica 12 luglio, alle 7:00, partiremo da Fossano in direzione Ancona, prenderemo il traghetto per Durazzo… e da quel momento smetteremo di immaginare questo viaggio. Inizieremo finalmente a viverlo.
E tranquilli…cercheremo di comunicare con tutti non appena riusciremo a farlo, fosse anche con un piccione viaggiatore 😅